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Bill Fay


Bill Fay, cantautore folk londinese, che ci ha lasciato l'anno scorso, ha una storia particolare. Nasce a Londra nel '43, studia elettronica ma scrive anche musica per pianoforte ed harmonium. Notato dal batterista di Van Morrison ottiene un contratto discografico e pubblica due album, che vendono pochissimo. Estromesso dalla casa discografica per 30 anni scompare; mette su famiglia e fa i lavori più diversi, dal giardiniere al pescivendolo. Riscoperto dal leader dei Wilco a fine anni '90, i suoi album sono ristampati ed apprezzati dalla critica, quasi 30 anni dopo la loro uscita originale. Accetta di suonare di nuovo dal vivo diventando un autore di culto, a cui dicono di essersi ispirati grandi come Nick Cave. Nel 2012, 2015 e 2020 pubblica tre album capolavoro, 40 anni dopo l'esordio. La sua è una musica raffinata, la voce con un tono oscuro, malinconico. Bill Fay canta la solitudine e l'emarginazione, ma alcune ballate sono vere e proprie preghiere.


Il primo brano che vi propongo è la toccante "Salt of the Earth" (dall'album Countless Branches), con Bill Fay al pianoforte pur con un evidente Parkinson..


Dal suo album capolavoro del "ritorno" nel 2012, Life is People, "The Never Ending Happening", qui eseguita al solo pianoforte

E per finire la sognante "City of Dreams", sempre da Life is People, con un inizio che ricorda i Pink Floyd...




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